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lunedì 18 gennaio 2010

Terminiamo la pubblicazione della traduzione dell'articolo di Geller su cosa sia preferibile modificare prima, i comportamenti o l'attitudine, intesa come convinzione intima.

Questa è la terza puntata, in cui vengono presentate anche alcune tecniche per la modifica dei comportamenti in materia di sicurezza sul lavoro. Alla traduzione ha collaborato anche l'ing. Altitonante.



parte tre

[........]

Il piede nella porta; iniziare dal piccolo e costruire

Anche questa strategia di influenza deriva direttamente dal principio della coerenza. Pur di essere coerente, una persona che dà seguito a una piccola richiesta è probabile che in seguito accetti una richiesta maggiore. Quindi, dopo avere accettato di far parte di un “comitato sicurezza”, è più facile che una persona accetti di fare una presentazione sulla sicurezza al meeting di stabilimento in materia di salute e sicurezza. La ricerca ha dimostrato che questa strategia di impegno ha successo nell’incrementare le vendite, nella raccolta di fondi per la beneficienza e nelle donazioni di sangue.

La tecnica dell’Impegno Scritto sopra citata utilizza questo principio. Più specificatamente, dopo che le persone hanno firmato un Impegno Scritto a tenere un certo comportamento per un determinato periodo di tempo (come “Allacciare le cinture di sicurezza per un mese”, “Utilizzare una particolare attrezzatura protettiva personale per due mesi”, “Camminare all’interno delle linee gialle per il resto dell’anno”), è molto più probabile che rispettino realmente tale comportamento sicuro.

La tecnica del “piede nella porta” funziona solo per aumentare i comportamenti sicuri quando le persone accettano la piccola richiesta iniziale. Infatti, se una persona dice “No” alla prima richiesta, potrebbe trovare persino più facile rifiutare una richiesta successiva, più importante. Quindi, se le circostanze suggeriscono un “No” alla tua richiesta, non hai iniziato a sufficienza dal basso. In questo caso, dovresti essere pronto a tirarti indietro per una richiesta meno impegnativa. Scriverò di più su questa tecnica in un articolo di ISHN di Luglio, 1995.

Tirare un colpo basso: gioca al rialzo dopo

Questa tecnica di “tirare un colpo basso” si verifica quando una persona viene persuasa a prendere una decisione o un impegno (ad esempio, far parte di un “comitato sicurezza”) dalle puntate relativamente basse associate alla decisione (i meeting mensili di sicurezza non richiederanno troppo tempo e sforzo). Poi, quando l’individuo prende l’impegno di una decisione (frequentare i primi due meeting di sicurezza), le puntate vengono aumentate (sono richiesti più meeting per uno sforzo speciale sulla sicurezza). A causa del principio di coerenza, è probabile che l’individuo rimarrà fedele all’originale (rimanga un membro attivo del comitato).

Quasi 20 anni fa i ricercatori hanno dimostrato per la prima volta la potente influenza di questa tecnica raccogliendo le iscrizioni fra gli studenti di un college per un esperimento sui “processi di pensiero” che si sarebbe svolto alle 7:00 di mattina . Durante le telefonate di richiesta di partecipazione, l’orario di inizio è stato menzionato preliminarmente alla metà dei soggetti. Solo il 24% di questi è stato d’accordo nel partecipare. Per gli altri soggetti, chi ha chiamato ha prima chiesto se volessero partecipare alle studio. Successivamente, dopo che il 56% è stato d’accordo, chi ha chiamato gli ha tirato il “colpo basso” comunicandogli che l’esperimento sarebbe iniziato alle 7:00 di mattina. Ai soggetti è stata data la possibilità di cambiare idea, ma nessuno l’ha fatto. Inoltre, il 95% di questi individui si è realmente presentato all’appuntamento delle 7:00. Dopo aver preso un impegno iniziale nel partecipare, praticamente tutti questi soggetti hanno mostrato coerenza e mantenuto il proprio impegno, a dispetto del “colpo basso”.

Questa procedura è simile alla tecnica del “piede nella porta” nel fatto che si verifica una richiesta maggiore dopo che la persona di riferimento accetta una richiesta meno impegnativa. Una differenza chiave, tuttavia, è che c’è solo una decisione base nella procedura del colpo basso, con i costi o le puntate incrementate dopo l’impegno iniziale. Questa coerenza tattica è comune tra i venditori di automobili. Una volta che un cliente ha deciso di comprare una macchina ad un prezzo speciale (ad esempio, $800 al di sotto dei concorrenti), il prezzo viene aumentato per una serie di ragioni. Il capo dell’addetto alle vendite potrebbe aver rifiutato di approvare l’affare, alcune opzioni potrebbero non essere incluse nel prezzo speciale, o il manager potrebbe aver diminuito il valore della permuta del cliente. I clienti che hanno optato per l’offerta speciale generalmente non cambieranno idea di fronte ad un aumento di prezzo (“colpo basso”), perché il venire meno della decisione di acquisto potrebbe far pensare ad una mancanza di coerenza o indicare un mancato adempimento di un dovere (anche se il dovere è solo immaginario). Spesso i clienti svilupperanno un insieme di nuove ragioni per giustificare i costi aggiuntivi.

Non tradire la fiducia

La strategia di tirare colpi bassi solleva un problema critico rispetto all’utilizzo di certe tecniche per aumentare il comportamento sicuro. Anche se il tirare colpi bassi viene utilizzato abbastanza frequentemente per accrescere la coerenza, come percepiresti i promotori del cambiamento (ovvero le persone che utilizzano questa tecnica) se sapessi che la utilizzano in modo intenzionale per avere da te più soldi, maggiore impegno o un comportamento più sicuro? Ad esempio, ti fidi di un cameriere che ti porta una lista di vini costosi solo dopo che ti sei seduto e hai fatto le tue scelte dal menù? La tua risposta probabilmente dipende da se credi che questa sequenza di eventi sia intenzionale per farti spendere di più.

In modo simile, potresti non provare avversione o sfiducia nei confronti del venditore di automobili che aggiunge costi al prezzo di acquisto pubblicizzato a meno che non sospetti che il differenziale di prezzo sia stato inventato deliberatamente per aumentare il profitto. In altre parole la nostra fiducia, il nostro apprezzamento o rispetto per le persone potrebbe diminuire in modo considerevole se pensiamo che abbiano utilizzato una particolare tecnica di influenza per ingannarci o imbrogliarci al fine di modificare il nostro atteggiamento o comportamento. Di certo, non ci sarebbe nessun male se il risultato è chiaramente per il nostro bene (come per la nostra salute o sicurezza) e se ce ne rendiamo pienamente conto.

In conclusione

Quindi, a causa del principio di coerenza non importa se viene modificato prima l’atteggiamento o il comportamento. Il problema è se sia disponibile una tecnica per modificare l’uno o l’altro. Le tre tecniche qui discusse sono state introdotte come modifiche del comportamento. Tuttavia si potrebbe argomentare che le dimensioni interne (attitudinali) sono implicite in ognuna delle tecniche. Per una massima efficacia, ad esempio, la procedura dell‘Impegno Scritto richiede che la persona creda (intimamente) che l’impegno sia volontario. Proseguendo nella coerenza con l’intensificarsi delle richieste, viene sviluppato l’impegno interno, fino a conseguire risultati nell’“atteggiamento”. D’altra parte la tecnica del Colpo Basso si basa sullo sviluppo da parte del soggetto di una giustificazione interna per la decisione iniziale, che dopo rafforza l’impegno e conduce al comportamento nonostante il “colpo basso”. Di conseguenza, la lezione chiave è che le persone tentano di mantenere coerenti le proprie dimensioni interne (come l’atteggiamento) e le azioni esterne (comportamento). Quindi, sia che l’atteggiamento o il comportamento vengano modificati, se la persona non si sente forzata, probabilmente l’altro elemento ne risulterà comunque influenzato.

E. Scott Geller, Ph. D.

Professore alla Virginia Tech

mercoledì 9 dicembre 2009

Prosegue la traduzione dell'interessante scritto di Geller, da meditare per trovarne una giusta modalità di applicazione. Buona lettura.


1996

E. Scott Geller, Ph.D

Cosa viene prima: Attitudine o Comportamento? (parte 2)


Il Principio della Coerenza

Molti psicologi considerano il principio della coerenza uno qualcosa che si trova nel nostro profondo e comanda le nostre azioni. Ciò riflette la nostra motivazione ad essere (ed apparire) coerenti. Detto semplicemente, quando facciamo una scelta o prendiamo una posizione ci confrontiamo poi con pressioni personali e sociali che ci spingono ad agire in maniera coerente con il nostro impegno. La pressione ad essere coerenti ci viene fondamentalmente da tre fonti: a) la società considera la coerenza un valore; b) una condotta coerente ha influssi positivi sulla vita quotidiana; c) un orientamento coerente consente scorciatoie nell’analizzare le informazioni e nel prendere decisioni. Invece di prendere in considerazione tutte le informazioni relative ad una determinata situazione una persona deve solo ricordarsi il proprio impegno o la propria decisione ed agire coerentemente.

Impegno Pubblico e Volontario

Quando le persone firmano una petizione, o una carta di impegno, si stanno impegnando a comportarsi in una determinata maniera. In seguito si comporteranno in questa maniera per essere coerenti con il loro impegno. I professionisti della sicurezza possono utilizzare questa applicazione del principio di coerenza per aumentare i comportamenti sicuri. A seguito di una discussione su una particolare procedura di lavoro, per esempio, ai partecipanti potrebbe essere richiesto di impegnarsi a mettere in pratica il comportamento desiderato. Che tipo di impegno dovrebbe essere richiesto?

Gli impegni sono maggiormente efficaci (o influenti) quando sono pubblici, richiedono sforzo e sono percepiti come volontari e non estorti. Quindi sarebbe più efficace che i lavoratori prendessero un impegno pubblico invece che privato a comportarsi in una data maniera. Inoltre sarebbe meglio che ponessero la loro firma su un impegno scritto o una dichiarazione pubblica piuttosto che semplicemente alzare la mano. In più, è molto importante che coloro i quali si impegnano a seguire una certa prassi operativa credano di aver preso l’impegno volontariamente. La realtà è che la decisione di prendere un impegno pubblico potrebbe essere influenzata pesantemente da fattori esterni come la pressione dei colleghi. Tuttavia, se le persone dichiarano per iscritto di aver fatto una scelta personale, è molto più probabile che la coerenza segua l’impegno. Quindi il promotore di una strategia di impegno pubblico deve essere consapevole della importanza della scelta individuale e creare dichiarazioni di impegno tali da consentire ai partecipanti di essere convinti che l’impegno non sia estorto bensì totalmente nelle loro mani. Ho discusso di queste tecniche in precedenti articoli ISHN (Maggio 1994 e Luglio 1995)

sabato 28 novembre 2009

Il 4 Dicembre i RSPP / ASPP Italiani incontrano il Ministro del Lavoro: Arrivederci a Roma !

Ormai tutto è pronto, al Centro Congressi La Fornace fervono gli ultimi preparativi per quella che sarà la Manifestazione più importante del 2009 degli Operatori della Sicurezza sul Lavoro, e non solo…

Infatti oltre ai più di 2.000 RSPP e ASPP che hanno registrato la loro presenza ( tutti coloro che hanno inviato il form on line ) si aggiungeranno centinaia di Direttori del Personale mobilitati dai nostri amici di HR Community , centinaia di Ispettori del Ministero del Lavoro , delle ASL , e ricercatori,accademici,amministratori e operatori economici interessati alla Sicurezza sul Lavoro.

Insomma un evento che solo per le dimensioni rappresenta un fatto politico ,un avvenimento istituzionale , un momento informativo di rilevanza nazionale: le Community dei RSPP/ASPP e dei Capi del Personale incontrano il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e i suoi due predecessori , Treu e Damiano; l’INAIL anticiperà il suo rapporto annuale, la Direzione Generale Ispettiva del Ministero del Lavoro illustrerà i suoi programmi di azione,Amministratori delegati e Direttori del Personale delle più importanti aziende italiane forniranno la propria percezione della situazione in materia di responsabilità sociale e sicurezza sul lavoro.

Insomma la manifestazione sarà una nuova importante tappa per la categoria professionale degli operatori della sicurezza sul lavoro per affermare un costante e progressivo affermarsi sul piano sociale: insomma la Professione in Materia di Sicurezza si sta affermando come una “Professione di Serie A “.
E permetteteci un pizzico d’orgoglio , FIRAS-SPP si conferma l’associazione più dinamica e rappresentativa del movimento per una grande e influente Safety Professional Community.


Arrivederci a Roma il 4 Dicembre !

giovedì 26 novembre 2009

Per una conoscenza e diffusione delle basi della BBS.

Si trova in rete molto materiale sulla BBS, in gran parte tuttavia in inglese. Fra questo materiale gli illuminanti scritti di Scott Geller, uno dei maestri in materia. Comincio qui un mio personale contributo alla diffusone delle conoscenze in materia di BBS pubblicando, un pochino alla volta, una traduzione di alcuni dei suoi scritti per favorire la discussione e la condivisione. Per motivi di tempo non sarò né regolare nelle uscite né particolarmente prolisso. Un po’ per volta, secondo le possibilità.

Comincerei con uno dei primi scritti, del 1996, sul principio della Coerenza, utilizzabile per la costruzione di programmi di rinforzo. Questa è la prima parte: buona lettura.

1996

E. Scott Geller, Ph.D

Cosa viene prima: Attitudine o Comportamento?

Non è un caso che il mio primo contributo alla nuova rubrica “Attitudine e Comportamento” affronti la vecchia questione di cosa venga prima: l’Attitudine o il Comportamento? In pratica, la domanda dovrebbe essere: cosa si deve modificare prima, l’Attitudine o il Comportamento? I processi educativi tipicamente intervengono sull’Attitudine, ovvero sulla dimensione interiore e soggettiva delle persone sforzandosi di fare in modo che le persone “concepiscano l’agire diversamente”. In altre parole gli educatori presentano teorie, principi e ragionamenti nel tentativo di modificare il lato interiore delle persone – le loro intenzioni, convincimenti, percezioni o attitudini.

I programmi di formazione si basano invece sul comportamento. Attraverso simulazioni e feedback comportamentale le persone sperimentano i comportamenti desiderati. Dunque, questo approccio al cambiamento cerca di fare in modo che le persone “agiscano il pensiero diversamente”. Si presume che se le persone agiscono in una certa maniera esternamente, modificheranno anche il loro “interno” (includendo intenzioni, convincimenti, percezioni o attitudini) per essere coerenti con i loro comportamenti.

La parola chiave è “coerenza”. La verità è che entrambi gli approcci (educazione e formazione) funzionano a causa del nostro bisogno di essere coerenti. Dunque, non ha importanza se si affronti prima l’Attitudine o il Comportamento se si ha successo nell’influenzare il soggetto. Io consiglio di affrontare prima il Comportamento perché è più facile da modificare su larga scala rispetto all’Attitudine. Infatti gli psicologi conoscono di più le modificazioni comportamentali che quelle di Attitudine, perché il Comportamento è più facile da misurare con precisione e affidabilità dell’Attitudine. Quindi numerose procedure di intervento per la modifica dei comportamenti in ambienti organizzati sono state sviluppate e rifinite attraverso ricerche empiriche. A volte il comportamento di partenza può semplicemente consistere in una affermazione verbale o un impegno, e poi ci si può aspettare un comportamento (e un attitudine) desiderato in base all’applicazione del principio di coerenza.

Esaminiamo ora il principio di coerenza in maggiore dettaglio, e vediamo come questo principio funzioni nell’influenzare il comportamento e l’Attitudine. In effetti tre tecniche di cambiamento più avanti descritte dipendono direttamente da questo principio. (fine prima parte)

venerdì 4 settembre 2009

Incidenti lavoro: studio Usa, l'ora legale aumenta i rischi

L’ora legale aumenta il rischio di incidenti sul lavoro. E’ quanto emerso da uno studio dei ricercatori della Michigan State University, apparso pochi giorni fa sulla rivista “Journal of Applied Psychology”.
Mettere l’orologio un’ora avanti, nel mese di marzo, fa crescere la stanchezza e la disattenzione dei dipendenti, soprattutto subito dopo l’entrata in vigore del nuovo orario.

L’indagine ha analizzato il numero di infortuni segnalati dalla Mine Safety and Health Administration dal 1983 al 2006, insieme al numero di giornate lavorative perse a causa di ferite riportate dai dipendenti. In 24 anni sono stati segnalati 576.292 infortuni sul posto di lavoro. In media, ci sono state 3,6 lesioni in più il lunedì successivo al passaggio all'ora legale rispetto agli altri giorni. Sono stati persi più di 2.649 giorni di lavoro a causa di queste lesioni.
I ricercatori hanno riscontrato un aumento di circa il 68% a causa di infortuni associati all'ora legale, confermando inoltre che le persone dormono meno nei giorni successivi al passaggio all’ora legale.

“Un’ora di sonno perso può non sembrare molto – ha spiegato Christoopher Barnes, responsabile dello studio –, ma i nostri risultati suggeriscono che potrebbe avere un impatto sulle capacità delle persone di stare all'erta sul lavoro e di prevenire lesioni gravi”. Le aziende, a suo giudizio, possono utilizzare i risultati dello studio: “Si può pianificare il lavoro particolarmente pericoloso in altri giorni, forse alla fine della settimana, dopo che i dipendenti hanno avuto il tempo di adeguare i loro programmi al sonno”.

martedì 18 agosto 2009

Dall'esame del Correttivo al D.Lgs.81/08. si evidenzia l'importanza che assumerà EBSiL per i RSPP , gli ASPP e i Formatori per la Sicurezza Italiani




Riportiamo alcune delle modifiche introdotte dal Correttivo al testo unico che sicuramente sono di forte interesse per i RSPP e ASPP per il corretto svolgimento della loro funzione.
In particolare ci siamo soffermati sulle modifiche apportate all’Art.37- Formazione e Art. 51 –Organismi Paritetici, del D.Lgs.81/08.
Crediamo che il ruolo degli Organismi Paritetici esca fortemente rafforzato dalle modifiche , cosa che conferma la giustezza della politica di FIRAS-SPP volta alla costituzione di un Ente Bilaterale Paritetico nella Piccola Media Impresa che rappresenta il 90% del Sistema Produttivo Italiano e quello maggiormente esposto alle problematiche di prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La nascita dell’Ente Bilaterale per la Sicurezza sul Lavoro , l'unico Organismo Paritetico Nazionale dove la Community dei RSPP e ASPP è PARTE COSTITUENTE , derivante dall’Accordo FIRAS-SPP con PMI Italia International , va in questa direzione e rappresenterà per il futuro uno strumento fondamentale al servizio dei RSPP , gli ASPP e dei Formatori per la Sicurezza Italiani.

Art. 37.
Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
Modifica comma 7
Si introduce un esplicito e specifico obbligo formativo anche nei confronti dei dirigenti, i contenuti di tale obbligo formativo (che prevede anche l’aggiornamento) sono gli stessi che il comma 7 ha già individuato per i preposti.
Mentre viene eliminato il vincolo di svolgere tale formazione esclusivamente in azienda come prevedeva lo stesso comma.



Introduzione comma 7 bis

La formazione dei dirigenti e dei proposti, sulla base dell’Avviso Comune, può essere effettuata anche presso:
 gli organismi paritetici,
 le scuole edili,
 le associazioni datoriali
 le organizzazioni sindacali

Modifica comma 12
E’ stato abolito il “possono” previsto dalla prima bozza di Correttivo
Si specifica che la collaborazione con gli organismi paritetici per la formazione dei lavoratori e dei loro rappresenntanti deve essere attuata se tali organismi sono presenti nel settore e territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro.

Art. 51.
Organismi paritetici


3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
Introduzione Comma 3 bis)
Ampliate le competenze degli organismi paritetici, si prevede che: gli Organismi Paritetici
 svolgano direttamente o promuovano attività di formazione, anche con i Fondi dello 0,30 e con quello del 4% per la somministrazione
 possano rilasciare attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese
 l’attestazione può riguardare anche l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all’art. 30 del decreto.
La “asseverazione” è formula per evidenziare come si tratti di fattispecie ben diversa dalla “certificazione”, come proposto ex art. 2-bis del Correttivo di marzo, che non piaceva a nessuno. Occorre verificare con esattezza i contorni giuridici di tale istituto ma in ogni caso emerge che non vi è alcun vincolo (casomai un indirizzo) per la programmazione della attività di vigilanza sul territorio.
Gli organi di vigilanza, infatti, “possono tenerne conto” ai fini della programmazione delle proprie attività. Non c’è quindi una attività esimente dalla vigilanza


Introduzione Comma 3 ter)
Le competenze sopra indicate sono attribuite agli organismi paritetici di cui all’art.51 del decreto qualora si dotino di specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti.
Abbiamo sostenuto infatti che le nuove funzioni debbano essere sostenute strutturalmente e professionalmente


Introduzione Comma 8 bis)
Gli organismi paritetici, in collegamento con quanto previsto all’art. 48, svolgono inoltre un ruolo importante di monitoraggio sulla presenza degli Rlst e di messa in relazione tra questi, il sistema delle imprese, le istituzioni territoriali e l’Inail quale soggetto che ha competenze per la verifica della presenza dei Rls /Rlst e nella gestione del Fondo di cui all’art.52.

lunedì 10 agosto 2009

Nell’anniversario della tragedia di Marcinelle, siglato l’accordo tra PMI Italia International e FIRAS-SPP


E’ stato sottoscritto oggi 8 Agosto ,simbolicamente proprio nell’anniversario della tragedia di Marcinelle ,da Salvatore Guerriero, Segretario Nazionale di “PMI Italia International”, organizzazione datoriale della piccola e media industria privata, e Giancarlo D’Andrea, Segretario Generale di “FIRAS-SPP”, Federazione Italiana Responsabili Addetti Sicurezza-Servizi Prevenzione Protezione ( organizzazione aderente alla Confederazione Europea dei Quadri ) un accordo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e responsabilità sociale delle imprese che riguarda la platea delle PMI italiane , punto critico e particolarmente sensibile dell’intero Sistema Italia .
Si tratta di una intesa che prevede,tra l’altro, la costituzione di un ente bilaterale paritetico nazionale deputato ad occuparsi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle PMI:l’Ente Bilaterale per la Sicurezza sul Lavoro.
A qualche giorno dalla firma di un analogo accordo tra CONFAPI e FEDERMANAGER ( anch’essa aderente come FIRAS-SPP alla Confederazione Europea dei Quadri ) si conferma l’attenzione e la sensibilità in materia di sicurezza sul lavoro nelle PMI.

Leggi la notizia su:
http://www.sicurezzacantieri.com/

http://www.edilbase.com/argomento_news.php?id=2075

http://www.ilmeridiano.net/

http://www.facebook.com/group.php?gid=106322946676

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