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sabato 28 novembre 2009

Il 4 Dicembre i RSPP / ASPP Italiani incontrano il Ministro del Lavoro: Arrivederci a Roma !

Ormai tutto è pronto, al Centro Congressi La Fornace fervono gli ultimi preparativi per quella che sarà la Manifestazione più importante del 2009 degli Operatori della Sicurezza sul Lavoro, e non solo…

Infatti oltre ai più di 2.000 RSPP e ASPP che hanno registrato la loro presenza ( tutti coloro che hanno inviato il form on line ) si aggiungeranno centinaia di Direttori del Personale mobilitati dai nostri amici di HR Community , centinaia di Ispettori del Ministero del Lavoro , delle ASL , e ricercatori,accademici,amministratori e operatori economici interessati alla Sicurezza sul Lavoro.

Insomma un evento che solo per le dimensioni rappresenta un fatto politico ,un avvenimento istituzionale , un momento informativo di rilevanza nazionale: le Community dei RSPP/ASPP e dei Capi del Personale incontrano il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e i suoi due predecessori , Treu e Damiano; l’INAIL anticiperà il suo rapporto annuale, la Direzione Generale Ispettiva del Ministero del Lavoro illustrerà i suoi programmi di azione,Amministratori delegati e Direttori del Personale delle più importanti aziende italiane forniranno la propria percezione della situazione in materia di responsabilità sociale e sicurezza sul lavoro.

Insomma la manifestazione sarà una nuova importante tappa per la categoria professionale degli operatori della sicurezza sul lavoro per affermare un costante e progressivo affermarsi sul piano sociale: insomma la Professione in Materia di Sicurezza si sta affermando come una “Professione di Serie A “.
E permetteteci un pizzico d’orgoglio , FIRAS-SPP si conferma l’associazione più dinamica e rappresentativa del movimento per una grande e influente Safety Professional Community.


Arrivederci a Roma il 4 Dicembre !

venerdì 4 settembre 2009

Incidenti lavoro: studio Usa, l'ora legale aumenta i rischi

L’ora legale aumenta il rischio di incidenti sul lavoro. E’ quanto emerso da uno studio dei ricercatori della Michigan State University, apparso pochi giorni fa sulla rivista “Journal of Applied Psychology”.
Mettere l’orologio un’ora avanti, nel mese di marzo, fa crescere la stanchezza e la disattenzione dei dipendenti, soprattutto subito dopo l’entrata in vigore del nuovo orario.

L’indagine ha analizzato il numero di infortuni segnalati dalla Mine Safety and Health Administration dal 1983 al 2006, insieme al numero di giornate lavorative perse a causa di ferite riportate dai dipendenti. In 24 anni sono stati segnalati 576.292 infortuni sul posto di lavoro. In media, ci sono state 3,6 lesioni in più il lunedì successivo al passaggio all'ora legale rispetto agli altri giorni. Sono stati persi più di 2.649 giorni di lavoro a causa di queste lesioni.
I ricercatori hanno riscontrato un aumento di circa il 68% a causa di infortuni associati all'ora legale, confermando inoltre che le persone dormono meno nei giorni successivi al passaggio all’ora legale.

“Un’ora di sonno perso può non sembrare molto – ha spiegato Christoopher Barnes, responsabile dello studio –, ma i nostri risultati suggeriscono che potrebbe avere un impatto sulle capacità delle persone di stare all'erta sul lavoro e di prevenire lesioni gravi”. Le aziende, a suo giudizio, possono utilizzare i risultati dello studio: “Si può pianificare il lavoro particolarmente pericoloso in altri giorni, forse alla fine della settimana, dopo che i dipendenti hanno avuto il tempo di adeguare i loro programmi al sonno”.

martedì 18 agosto 2009

Dall'esame del Correttivo al D.Lgs.81/08. si evidenzia l'importanza che assumerà EBSiL per i RSPP , gli ASPP e i Formatori per la Sicurezza Italiani




Riportiamo alcune delle modifiche introdotte dal Correttivo al testo unico che sicuramente sono di forte interesse per i RSPP e ASPP per il corretto svolgimento della loro funzione.
In particolare ci siamo soffermati sulle modifiche apportate all’Art.37- Formazione e Art. 51 –Organismi Paritetici, del D.Lgs.81/08.
Crediamo che il ruolo degli Organismi Paritetici esca fortemente rafforzato dalle modifiche , cosa che conferma la giustezza della politica di FIRAS-SPP volta alla costituzione di un Ente Bilaterale Paritetico nella Piccola Media Impresa che rappresenta il 90% del Sistema Produttivo Italiano e quello maggiormente esposto alle problematiche di prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La nascita dell’Ente Bilaterale per la Sicurezza sul Lavoro , l'unico Organismo Paritetico Nazionale dove la Community dei RSPP e ASPP è PARTE COSTITUENTE , derivante dall’Accordo FIRAS-SPP con PMI Italia International , va in questa direzione e rappresenterà per il futuro uno strumento fondamentale al servizio dei RSPP , gli ASPP e dei Formatori per la Sicurezza Italiani.

Art. 37.
Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
Modifica comma 7
Si introduce un esplicito e specifico obbligo formativo anche nei confronti dei dirigenti, i contenuti di tale obbligo formativo (che prevede anche l’aggiornamento) sono gli stessi che il comma 7 ha già individuato per i preposti.
Mentre viene eliminato il vincolo di svolgere tale formazione esclusivamente in azienda come prevedeva lo stesso comma.



Introduzione comma 7 bis

La formazione dei dirigenti e dei proposti, sulla base dell’Avviso Comune, può essere effettuata anche presso:
 gli organismi paritetici,
 le scuole edili,
 le associazioni datoriali
 le organizzazioni sindacali

Modifica comma 12
E’ stato abolito il “possono” previsto dalla prima bozza di Correttivo
Si specifica che la collaborazione con gli organismi paritetici per la formazione dei lavoratori e dei loro rappresenntanti deve essere attuata se tali organismi sono presenti nel settore e territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro.

Art. 51.
Organismi paritetici


3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
Introduzione Comma 3 bis)
Ampliate le competenze degli organismi paritetici, si prevede che: gli Organismi Paritetici
 svolgano direttamente o promuovano attività di formazione, anche con i Fondi dello 0,30 e con quello del 4% per la somministrazione
 possano rilasciare attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese
 l’attestazione può riguardare anche l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all’art. 30 del decreto.
La “asseverazione” è formula per evidenziare come si tratti di fattispecie ben diversa dalla “certificazione”, come proposto ex art. 2-bis del Correttivo di marzo, che non piaceva a nessuno. Occorre verificare con esattezza i contorni giuridici di tale istituto ma in ogni caso emerge che non vi è alcun vincolo (casomai un indirizzo) per la programmazione della attività di vigilanza sul territorio.
Gli organi di vigilanza, infatti, “possono tenerne conto” ai fini della programmazione delle proprie attività. Non c’è quindi una attività esimente dalla vigilanza


Introduzione Comma 3 ter)
Le competenze sopra indicate sono attribuite agli organismi paritetici di cui all’art.51 del decreto qualora si dotino di specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti.
Abbiamo sostenuto infatti che le nuove funzioni debbano essere sostenute strutturalmente e professionalmente


Introduzione Comma 8 bis)
Gli organismi paritetici, in collegamento con quanto previsto all’art. 48, svolgono inoltre un ruolo importante di monitoraggio sulla presenza degli Rlst e di messa in relazione tra questi, il sistema delle imprese, le istituzioni territoriali e l’Inail quale soggetto che ha competenze per la verifica della presenza dei Rls /Rlst e nella gestione del Fondo di cui all’art.52.

lunedì 10 agosto 2009

Nell’anniversario della tragedia di Marcinelle, siglato l’accordo tra PMI Italia International e FIRAS-SPP


E’ stato sottoscritto oggi 8 Agosto ,simbolicamente proprio nell’anniversario della tragedia di Marcinelle ,da Salvatore Guerriero, Segretario Nazionale di “PMI Italia International”, organizzazione datoriale della piccola e media industria privata, e Giancarlo D’Andrea, Segretario Generale di “FIRAS-SPP”, Federazione Italiana Responsabili Addetti Sicurezza-Servizi Prevenzione Protezione ( organizzazione aderente alla Confederazione Europea dei Quadri ) un accordo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e responsabilità sociale delle imprese che riguarda la platea delle PMI italiane , punto critico e particolarmente sensibile dell’intero Sistema Italia .
Si tratta di una intesa che prevede,tra l’altro, la costituzione di un ente bilaterale paritetico nazionale deputato ad occuparsi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle PMI:l’Ente Bilaterale per la Sicurezza sul Lavoro.
A qualche giorno dalla firma di un analogo accordo tra CONFAPI e FEDERMANAGER ( anch’essa aderente come FIRAS-SPP alla Confederazione Europea dei Quadri ) si conferma l’attenzione e la sensibilità in materia di sicurezza sul lavoro nelle PMI.

Leggi la notizia su:
http://www.sicurezzacantieri.com/

http://www.edilbase.com/argomento_news.php?id=2075

http://www.ilmeridiano.net/

http://www.facebook.com/group.php?gid=106322946676

domenica 30 novembre 2008

LA BBS COME CORTO CIRCUITO TRA LE PROCEDURE E LA REALTA’ OPERATIVA

Roma, 28 Novembre 2008. Sono reduce da un importante convegno sul Testo Unico Sicurezza presso il centro La Fornace (ACEA), organizzato da HRC (Human Resources Community), FIRAS, Marco Polo (Società di ACEA). 1000 partecipanti, 2 ministri, media nazionali, INAIL, docenti, tutti molto qualificati.
Quale il filo comune del discorso?
La normativa è ormai abbondante (buona e migliorabile per l’ex ministro Damiani, buona ma anche troppa per il ministro Sacconi, comunque leggibile e abbastanza chiara)
Quello che manca, per tutti, è il passaggio dalla ricerca dell’adempimento formale (obiettivo peraltro lontano per molte aziende) alla reale applicazione alle attività operative.
Le cause diagnosticate sono diverse: si è parlato
Di carenza culturale di fondo
Di mancanza di coinvolgimento dei lavoratori
Di carenza di ispettori, ma gli incidenti sono concentrati in pochi settori e poche aziende (forse 10mila in tutto, rispetto ai i 4,5 milioni del totale)
Di rigetto per eccesso di normativa, o per lo meno di fuoco eccessivo sul rispetto formale della norma
Di norme di dettaglio erga omnes, senza possibilità di responsabilizzare la cooperazione tra gli attori interessati (parti sociali)

MA QUESTO E’ UN INVITO A NOZZE PER LA BBS!!

La BBS, secondo noi, significa
Sviluppo di processi di lavoro sicuro in collaborazione con i lavoratori, quale parte di un Documento di Valutazione dei Rischi che diventi veramente il patto di sicurezza tra Datore di Lavoro e Lavoratore
Formazione ed addestramento dei lavoratori su questi processi
Osservazione dei comportamenti operativi alla caccia delle deviazioni dai processi sicuri concordati
Uso delle osservazioni NON per sanzionare (spesso le deviazioni non sono colpevoli, ma generate dalle motivazioni più varie, compreso pressioni organizzative ed ambientali di tutti i generi) ma per produrre soluzioni e quindi il miglioramento continuo

La BBS realizza proprio il desiderato collegamento tra le procedure (ormai scritte per tanti processi e conservate in bei tomi rilegati), ed il lavoro reale.
Più che di collegamento si potrebbe parlare di CORTO CIRCUITO, che finalmente può liberare le energie potenziali dei sistemi di sicurezza faticosamente sviluppati dagli esperti, ed anche le energie dei lavoratori, spesso più maturi e disponibili di quanto rappresentato in tanti stereotipi, desiderosi di operare in sicurezza ma compressi anche loro dai vecchi stereotipi sulle scorciatoie che aumentano la produttività.

Quale migliore oggetto per iniziative congiunte tra Datori di Lavoro e Sindacati per migliorare la sicurezza sul lavoro in maniera collaborativa, costruttiva, matura e responsabile?

Mauro Tripiciano
Presidente BBS-Italia

mercoledì 27 agosto 2008

Sapevate che la prima applicazione pratica della BBS è stata opera di un Panettiere del Michigan ?

Senza dubbio i padri della BBS sono gli scienziati, ed in particolare gli psicologi. Il fatto che la prima applicazione pratica sia stata sulla sicurezza di un panettiere del Michigan ha facilitato il passaggio dalla Behavioral Science alla Behavior Based Safety.
Passando all'applicazione nelle organizzazioni bisogna però ricordarsi che l'obiettivo della BBS é modificare i comportamenti, non applicare la Behavioral Science "per se".

Le tecniche di Management ci forniscono abbondanti ed efficaci strumenti che influenzano il comportamento del personale, quali l'interesse esplicito dei capi, l'esempio, il coinvolgimento del personale, la comunicazione, il porre obiettivi misurabili ecc.: senza dubbio sono tutti strumenti che potrebbero essere enumerati anche tra quelli della Behavioral Science (influenzano i comportamenti individuali e di gruppo), ma in pratica sono nell'assortimento tipico della gestione, senza ricorrere a strumenti scientifici.

Si può immaginare che alcuni comportamenti possano richiedere particolari studi quantitativi (frequenza, durata, latenza ecc.) per essere compresi e per misurarne i cambiamenti, ma la maggior parte dei casi é analizzabile col buon senso e con una semplice Analisi delle Cause, soprattutto se si chiedono suggerimenti agli stessi operatori.

Molti guru della BBS (ad esempio Krause e Geller), eminenti psicologi, si sono ormai convinti che la massima parte dei benefici (leggi cambiamenti) sono raggiungibili con il coinvolgimento, la comunicazione, obiettivi chiari ed altre cose semplici; ovviamente si possono aggiungere programmi “di rinforzo”, più efficaci se valutati con le tecniche della Behavioral Science.

Quindi:

1. é fondamentale passare da un SGS che misura gli incidenti (ed eventualmente i “quasi incidenti”) ad un sistema che abbia obiettivi di comportamento: é come passare dal "controllo qualità" sui pezzi prodotti all'"assicurazione qualità" dei processi di produzione. Questo vale in generale per l'organizzazione e quindi richiede un cambiamento culturale generale

2. bisogna che i comportamenti "attesi" siano chiaramente esplicitati in procedure scritte. Ovviamente ci si focalizza sulle attività più rilevanti per entità di rischio, frequenza di applicazione, numero di esposti, storia degli incidenti; tuttavia molti comportamenti "virtuosi" non devono essere circoscritti alle attività più critiche, ma devono pervadere il modo di lavorare anche nei processi più semplici(uso dei DPI, uso di attrezzature, movimentazione carichi, segnalazione delle situazioni di pericolo, cura per la sicurezza degli altri, ecc.)

3.E' necessario che tutti comprendano che le osservazioni dei comportamenti vengono fatte per ricercare opportunità di miglioramento con l'aiuto degli stessi lavoratori (mai con scopo o effetto sanzionatorio): anche questo é un cambio culturale che non può essere ristretto ad alcuni processi o persone.

4. Quando alla fine saranno stati individuati i comportamenti da migliorare, allora la psicologia ci potrà aiutare a valutare le varie opportunità di azioni di miglioramento, da innestare su una solida base di coinvolgimento, partecipazione, comunicazione, riconoscimento.
Concludendo, se si applicasse la BBS come se fosse un'operazione chirurgica o un trattamento topico si andrebbe incontro ad un sicuro rigetto: si può iniziare dal piccolo o da un pilota, ma la strategia complessiva, ed in particolare quella di formazione e di comunicazione, deve traguardare il coinvolgimento e il cambiamento culturale di tutta l'Azienda.
Mauro Tripiciano
Presidente di BBS-ITALIA
Senior Partner - EcoPractice srl
tel +39 06 5894759
cell +39 328 2109680
m.tripiciano@ecopractice.com
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